Simulazione dei lavori del Parlamento europeo

Il prossimo maggio gli elettori degli Stati Membri dell’Unione europea saranno chiamati a votare per i rappresentanti dell’unica istituzione sovranazionale direttamente eletta dai cittadini: il Parlamento europeo. Per sottolineare l’importanza della partecipazione a queste elezioni, il Parlamento Europeo ha lanciato una campagna, denominata This time I’m voting con lo specifico obiettivo di promuovere il coinvolgimento democratico del maggior numero di cittadini.

Per riuscire in questo intento, sarà necessario superare la tendenza delle elezioni europee ad assumere un connotato tipicamente nazionale e favorire, in tal modo, la creazione di un’opinione pubblica pan-Europea. Allo stesso tempo, la crescente bassa affluenza alle urne rappresenta un’ulteriore sfida per l’UE, in quanto pone seri problemi di legittimità politica. Trasformare la crescente apatia in entusiasmo democratico, attraverso un vero dibattito sulle questioni europee, potrebbe effettivamente portare ad una maggiore consapevolezza riguardo l’impatto dell’integrazione europea sulla vita quotidiana dei cittadini.

In questo senso, l’Europe Direct di Siena partecipa a questa campagna organizzando una simulazione dei lavori del Parlamento europeo. L’iniziativa è volta a far conoscere meglio ai cittadini come funziona il Parlamento europeo ma soprattutto a far conoscere quanto le decisioni che questa istituzione prende possano avere dirette conseguenze sulla vita di tutti noi. Partecipare alle elezioni, quindi, è il miglior modo per far sentire la propria voce in Europa.

Durante la simulazione, studenti e non studenti vestiranno i panni di veri europarlamentari e saranno chiamati a discutere su tematiche che sono state oggetto di molti dibattiti negli ultimi mesi. Nello specifico, la simulazione sarà incentrata sulla recente attivazione dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona nei confronti dell’Ungheria, accusata di aver intrapreso atti contrari ai valori fondanti dell’UE quali violazione della libertà di associazione, di espressione, di religione e altro ancora. Il tema scelto è di particolare rilevanza, in quanto comprende una serie di divisioni tanto a livello nazionale quanto a livello sovranazionale. Occorre ricordare, infatti, che l’Ungheria è un paese dell’est Europa il cui governo ha perseguito una politica molto dura nei confronti del tema dell’immigrazione, costruendo allo stesso tempo stretti legami con vari partiti euroscettici. La complessità dello scenario selezionato, dunque, è dovuta alle sue molte linee di frattura politiche (sinistra e destra, pro- e anti-immigrazione, est e ovest, europeismo ed euroscetticismo, ecc.) e al modo in cui tali spaccature possono potenzialmente influenzare i vari gruppi europei: dalla protezione di un certo partito all’interno del proprio gruppo politico alla necessità di assicurarsi uno o più potenziali alleati in vista delle imminenti elezioni, dalla possibilità di favorire bene comune a fronte di una potenziale violazione dei valori dell’Unione fino alla necessità di salvaguardare (o meno) certe politiche nei confronti dell’immigrazione.

In tale contesto, i partecipanti saranno divisi in gruppi, sulla base di un sorteggio, che rispecchieranno in maniera proporzionale i gruppi politici presenti nel Parlamento Europeo. Sulla base delle diverse ideologie rappresentate dai vari gruppi, sarà innestato un dibattito che si concluderà con un voto finale in plenaria.

Il progetto si articolerà in due giornate (4 e 5 dicembre) e avrà sede in via Mattioli e nell’Aula Magna del Rettorato (Via Banchi di Sotto). Al termine dei lavori i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.
Inoltre, gli studenti che parteciperanno al progetto avranno la possibilità di ottenere CFU previo consenso del proprio Corso di laurea.

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Materiale informativo:

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